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sabato 11 agosto 2012

E uno! E due!

La mamma di A quando passeggia con il piccolo A è molto contenta e orgogliosa dei commenti degli sconosciuti, delle persone di strada che guardano e vezzeggiano il piccolo A.
Dove sono ora in villeggiatura l'età media del turista medio è molto alta.  Si parla di un luogo rigoglioso di piante, fiori e vegetazione. Bagnato dal lago di Garda e alle pendici di belissime montagne. Questo posto respira ancora la presenza del Vate, e per una strana alchimia sembra si sia fermato a quell'epoca. Le ville signorili, molte delle quali abbandonate, il Grand Hotel, i negozi retró e certi personaggi di una insolita eleganza vintage regalano un'atmosfera tra il fiabesco e il decadente. Tutto questo è però molto romantico. Alla mamma di A questo posto piace tantissimo fin da quando è bambina. In questo posto la mamma di A ha vissuto tante cose belle e bellissime. E siccome il tempo va veloce, ora anche da mamma e moglie vive questo luogo incantevole. La mattina presto le piace passeggiare sul lungolago, guardare le anatre che nuotano con i piccolini, salutare gli uccellini che sono quasi addomesticati, arrivare fino al confine con il Rimbalzello, sala da ballo dai tempi di D'Annunzio e ora villa storica abbandonata e suggestiva. In questo breve tragitto il piccolo A riceve complimenti e saluti da tante persone e, come dicevo, sono momenti di orgoglio materno. Poi arriva il momento del riposino mattutino, il piccolo A, complici i piacevoli rumori, profumi e colori si sdraia sul suo passeggino e cade in un sonno tranquillo. Questo è anche il momento relax della mamma che si siede al solito bar, detto bar della zia, ordina un caffè, quasi sempre cade in tentazione e prende anche una brioches, contempla il lago, legge il giornale o naviga su internet. 
Ma ecco spunta il signor nonno, alto, magrissimo e, secondo la mamma di A, solissimo (ma questa è una suo impressione). Il signor nonno è un signore a noi sconosciuto ma che fa pan dan con l'ambiente. Mi sorride più volte, poi trova il coraggio, si alza, si avvicina e mi dice "È proprio bello il suo bambino complimenti...guarda come dorme! " e via una bella carezza sul musino del piccolo A che "plam" accende gli occhioni e basta, relax mio e suo finito. E uno! La mamma di A se ne fa una ragione, bussa alla sua empatia e pensa che il signor nonno le fa tenerezza e lo perdona.
Dopo qualche giorno...la mamma di A si è seduta sulla corsia di ingresso del bar, è presto, non c'è mai molta gente, l' etá media non è da schiamazzi. Spunta una signora nonna, infila la testa nel passeggino. La mamma di A freme, " non penserà di parlare proprio ora a due centimetri da 
cucciolino vero?"Pensa ma non dice ed ecco di nuovo "Ma che bei piedini! Sono come quelli della mia nipotina, che belle le righe delle ciccie dei bimbi, come si chiama? O ma che begli occhioni, azzurri, bellissimi, ciao bello, stavi dormendo? " "OCCHIONI?" Nooooooo l'ha svegliato! E due! E non se ne cura minimamente, presa dal monologo non si cura nemmeno di me e delle mie risposte. " Si chiama A, ha gli occhi marroni era tanto stanco poverino guardiamo se dorme ancora un po'. La signora nonna ha bisogno di chiacchierare con qualcuno o meglio ha bisogno di parlare, che l'altro risponda coerentemente al discorso non gliene importa nulla. Il piccolo A vede la mia brioches e il bisogno di nanne viene scalzato dal bisogno di mangiarmela. Questa volta sono innervosita,  la signora non è proprio una vecchina, la mia empatia non risuona molto. Attingo alla mia pazienza, che da quando sono mamma è centuplicata, chiudo cortesemente il discorso, finiamo di mangiarci la brioches e torniamo verso casa.
Riassumendo:
1) Mamma di A conosci e prevedi il tuo nemico, siediti appartata e nascondi il piccolo A. O almeno non metterlo proprio in bella vista.
2) Non c'è il due senza il tre, tieniti pronta, anche un tranquillissimo paese lacustre porta insidie con sè.
3) Guarda il lato positivo, il piccolo A è tuo figlio, ma gli aggettivi possessivi lo sai bene non si addicono alle persone. Il piccolo A ha regalato piccoli, piccolissimi momenti di gioia a due persone che ne avevano bisogno. Tu hai perso solo un pezzetto di brioches...

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